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Il superpoliziotto del supermercato (2009)

Vorrete bene a Paul Blart come al vostro peluche da bambini.

Immaginate di essere in un centro commerciale cinematografico, ovvero pieno di film anziché negozi. Ad un certo punto dei ladri cinefili proveranno a rubarvi l’attenzione con i loro film d’epoca italiani, i loro mappazzoni d’epoca americani, i loro Coppola, i loro Kubrick, e tutte le “cazzate” da primo anno di Dams. Un solo uomo potrà salvarvi: il superpoliziotto del supermercato.

Non sono impazzito, ma dovevo rendere bene l’idea della sensazione di sentirsi in ostaggio quando si cerca un film per evadere. Ieri avevo voglia di coccole e ho pensato “che film potrei vedermi ora per assecondare questa mia volontà?“, così ho fatto una breve lista dei miei GoTo movies, quei film buoni per tutte le stagioni e in grado di farti svagare sempre. Al primo posto c’era lui, Il superpoliziotto del supermercato, con ogni probabilità il film più bello della storia del cinema.

Paul Blart comincia ad avere una certa età, oltreché una certa stazza. Quell’età in cui i sogni non si realizzano più e rimani incastrato nel punto in cui ti ritrovi. La moglie lo ha lasciato dopo aver ottenuto la cittadinanza e ora vive insieme alla madre e alla figlia. Lavora come guardia di sorveglianza al centro commerciale, sognando di diventare un agente di polizia, un sogno ostacolato dalla sua ipoglicemia che gli ha impedito di superare l’esame pratico. Quando non pensava fosse più possibile si innamora di Amy, una negoziante del centro commerciale. Un giorno però una banda di ladri cattivoni decide di compiere una rapina e Paul, accortosi della presenza di Amy tra gli ostaggi, cerca di risolvere la situazione in prima persona.

Un film dedicato a tutti quelli che hanno provato a riempire dei vuoti con il cibo, che si sono sentiti dire che il loro peso era un ostacolo per qualcosa o che da bambini venivano presi in giro per questo. Kevin James, la faccia più pacioccona e divertente di Hollywood (madonna Kevin ti voglio troppo bene), oltre ad interpretare il superpoliziotto del supermercato, è anche sceneggiatore e ha saputo dare la giusta dose di autoironia e umanità al personaggio. Il risultato è un film che, quasi come quella deliziosa fetta di torta che probabilmente non dovreste mangiare, mangereste all’infinito. Non è certo la cosa più cinematograficamente salutare, ma è semplice, divertente e vi garantisce quelle coccole e quell’evasione che stavate cercando.

P.S. ovviamente scherzavo sul fatto che sia il film più bello del mondo, ma non scherzo quando dico che il video realizzato da Paul in cui “cavalca” il Segway e che la madre vuole inserire nel suo profilo di dating online è la gag più divertente della storia del cinema perché non c’è mai stata mezza volta in cui non mi abbia fatto ridere come un demente

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