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Chiamami col tuo nome (2017)

chiamami col tuo nome

Quando l’amore chiama con il suo nome lo si deve udire!

Estate 1983. La famiglia Perlman ogni anno trascorre le vacanze  in una bellissima villa in Lombardia. Elio (Timothèe Chalamet), il figlio diciasettenne della coppia, è un ragazzo solitario e poco incline ai divertimenti tipici della sua età, trascorre le sue noiose giornate suonando il piano e aiutando la famiglia nelle faccende quotidiane. Le vacanze trascorrono lente, nell’afa e nell’ozio, ma Elio ancora non sa che arriverà qualcuno che cambierà profondamente non solo la sua estate ma l’intera esistenza. Chiamami col tuo nome è la trasposizione cinematografica di Luca Guadagnino del celebre romanzo dello scrittore Andrè Aciman.

Attrazione e attesa sono la base del film: i due protagonisti Elio e Oliver (Armie Hammer) tra un bagno in piscina e una passeggiata in bicicletta tra le campagne assolate si scrutano da lontano, si cercano, si sfiorano, si attendono fino all’abbandono totale di una passione travolgente. Nel linguaggio anche non verbale si percepisce la potenza erotica di un amore che va oltre una semplice avventura estiva. Vi è nel film un’eleganza artistica sull’evoluzione dei sentimenti dei due ragazzi. Non a caso l’ambientazione è quella degli anni ’80, decennio di particolare rilievo nella storia della liberazione sessuale. Si evince nel film l’atmosfera di questo clima di cambiamento nel trattare l’omosessualità con la stessa naturalezza con cui si racconterebbe una storia d’amore e di passione tra coppie etero.

Chiamami col tuo nome è una continua contemplazione visiva e intellettuale di un semplice desiderio. Nelle prime scene del film, la macchina da presa riprende il corpo di Oliver che è perfetto come quello di una statua greca agli occhi di Elio, che invece di sognare di possederlo lo ammira, ne ha quasi paura di avvicinarsi per timore che si possa rovinare. Dall’altra parte c’è Oliver che sembra non accorgersi di nulla.

Guadagnino è bravissimo a creare questo clima di sospensione. Il tutto raccontato in uno scenario di un film alla Luchino Visconti; una villa bellissima, con le sue nobili stanze, il pianoforte a coda, le statue di marmo e i libri sparsi dappertutto.

Non è fondamentale in questo racconto la preferenza sessuale, troviamo solo un amore sincero, che stravolge gli equilibri senza aver timori di abbandonarsi ad essa. Chiamami col tuo nome è una storia che tocca le nostre corde emotive, a prescindere del nostro orientamento sessuale. È capitato a tutti, o si è semplicemente desiderato vivere un’amore viscerale, irrazionale e potente, capace di mettere in discussione tutte le nostre ideologie e convinzioni.

La musica è un altro punto importante del film, usata non solo come semplice colonna sonora ma come narratrice della vulnerabilità di Elio, raccontata dalle parole di Mistery of Love (candidata all’Oscar come migliore canzone nel 2018) e dalla splendida Visions of Gideon del cantautore Sufjan Stevens.

A rendere tutto magico c’è l’Italia degli anni’80, che non solo fa da sfondo, ma la si vive nei monumenti di piazza, nei paesaggi mozzafiato, nei pensionati che giocano a carte nei circoletti, nel dialetto, nei discorsi politici in sottofondo e nelle radio delle macchine  passano Radio Varsavia di Battiato e La Luna bussò di Loredana Bertè.

Durata:

  • 2h 10min.

Sceneggiatura:

Colonna sonora:

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Informazioni sull'Autore

Lauren Bacult

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