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Velluto Blu (1986)

Velluto Blu

Siete abbastanza curiosi da non fermarvi alla staccionata bianca?

Missoula è una città degli Stati Uniti d’America, seconda città più grande del Montana, soprannominata la ‘Città dei Giardini’.

Insomma: Missoula, la città in cui è nato Lynch, è identica all’anonima Lumberton di Velluto Blu in cui i giardini fioriti di rosso si stagliano sulle staccionate perfettamente dipinte di bianco, le strade sono quasi deserte, l’atmosfera spira con quiete leggerissimi aliti di vento, la vita fuori è quasi ferma, di una lentezza surreale. Questo finché non arriva un ex cittadino di Lumberton: appena tornato nella sua città, per stare un po’ col padre malato, Jeffrey Beaumont (Kyle MacLachlan) trova un orecchio umano in putrefazione e lo porta subito alla polizia.

Ma il fatto non lascia certo indifferente il pupillo di Lynch, che infatti comincerà ad indagare nella vita privata della città. Nascosto nel buio dell’armadio della cantante Dorothy (Isabella Rossellini), Jeffrey scopre il dolore e lo psicodramma freudiano di Frank, un “uomo molto pericoloso” che tiene prigionieri figlio e marito della donna. Costretto poi a venir fuori dall’armadio, nella luce tiepida dell’appartamento Jeffrey scopre che Dorothy gode nell’essere picchiata e se lui è capace di violenza. Ma per sua fortuna, la testa di Sandy (Laura Dern, altra attrice feticcio di Lynch) è invece un mondo pieno di luce: lei sogna pettirossi che simboleggiano l’amore e che salveranno il mondo.

Insomma: Lynch ci presenta poco a poco un volto ben più irrequieto della cittadina di Lumberton (e forse anche della sua città natale?), ambiguo, angosciante forse, ma certo un volto esteticamente intenso.

So intense…

Velluto Blu è probabilmente il film di Lynch che preferisco. Come in ogni suo film, potete mettere pausa ed essere sicuri che quel fermo-immagine sarà comunque pura bellezza. Una caratteristica tipica dei film lenti, come ne “I Nibelunghi” di Fritz Lang. Ma quello era il 1924 e, soprattutto, era un film muto. Blue Velvet invece canta, eccome: con l’omonima colonna sonora di Bobby Vinton (1963) il blu ti sembrerà davvero il colore più caldo, con la romanticissima In dreams di Roy Orbison la tana del lupo diventa un salotto di poeti, e con le labbra rosse di Dorothy una donna patetica che chiede “ti piace il modo in cui sento?” ti pare il personaggio più condivisibile.

David Lynch nasce in una città tranquilla, “la città dei giardini”, ma indagando ancora scopro che

“il Missoula Independent, settimanale gratuito, che pubblica giornalismo investigativo, analisi politiche […] è il primo settimanale del Montana per una diffusione cartacea di 19.000 copie in più di 500 località al 2012” (via Wikipedia). 

Sarà un caso? Io non credo. Personalmente, mi sono convinta che gli animi bonari e le città apparentemente più tranquille nascondono nei locali privati i fatti più inquietanti, oscuri e morbosi. Come in Velluto Blu
La domanda, allora, è solo questa:
siete abbastanza curiosi da non fermarvi alla staccionata bianca?

Durata:

  • 2h 0min.

Regia:

Sceneggiatura:

Colonna sonora:

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