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Mystic River (2003)

mystic river

Lo Sbirro, il Criminale ed il Presunto Omicida a Boston, negli anni 2000.
Cambia la formula, ma il Cult rimane.

Immaginiamo che tu non sappia chi sia Clint Eastwood. Sì, cerchiamo proprio di figurarlo come una possibilità nell’impossibilità, perché non conoscere il Gringo più famoso d’America è proprio roba da crisi isterica collettiva. Magari sei un giovane cinefilo alle prime armi, magari hai preso una botta in testa che ti ha invertito le sinapsi del cervello, insomma non sai chi è questo vecchietto allampanato e perennemente ingrugnito. Bene, arriviamo al punto: se tu hai totale tabula rasa dei suoi film da regista o da attore, Mystic River è il primo film che ti consiglio di iniziare a vedere.

Lo so, lo so. Hai aperto Google e le prima cose che ti sono spuntate sono un poncho, gente che si guarda in cagnesco e proiettili che volano ovunque (da Per un pugno di dollari in poi). Un po’ di pazienza: stiamo facendo un percorso a ritroso.

Mystic River è principalmente una storia di amicizia e perdita dell’innocenza: Sean (Kevin Bacon), Jimmy (Sean Penn) e Dave (Tim Robbins) sono tre ragazzini inseparabili che negli anni ’70 subiscono un grosso trauma: mentre giocano insieme per strada, Dave viene rapito da due uomini e sparisce per quattro giorni, nei quali verrà violentato.

Passano 25 anni ed i tre ragazzini hanno preso strade diverse, (molto probabilmente) dettate da quell’accaduto: Sean è un poliziotto, Jimmy un criminale a quanto pare redento, il povero Dave un uomo fragile e segnato dal trauma. Quando la polizia ritroverà la figlia di Jimmy morta, Sean si occuperà del caso: tutti gli indizi indicano che Dave è il colpevole. Lo scontro tra i tre sarà inevitabile.

Perché iniziare la filmografia di Eastwood da Mystic River?

Perché è un film completamente diverso ma che ha tutta la nostalgia delle vecchie glorie dove Clint era protagonista. Non è un western, è un thriller psicologico, quindi dalle tematiche più profonde, ma l’aspra ambientazione di Boston riesce ad esaltare un efferato omicidio. I tre protagonisti non saranno dei mascalzoni alla ricerca d’oro, saranno anche più squisitamente delineati a livello psicologico (due hanno beccato un Oscar, eh!) ma abbiamo un buono con cui immedesimarci, un cattivo da ammirare ed un reietto con cui empatizzare fino allo splendido finale, iconico, potentissimo, che richiama appunto le vecchie glorie del buon Clint.

Pensa quanto sarebbe bello incominciare da Mystic River, apprezzarne la complessità, la cura della regia, le interpretazioni d’altissimo livello dei protagonisti… e poi riscoprire Clint Eastwood nelle sue origini, quello che ha seminato come attore e regista ed ha fatto fiorire nel suo film più maturo.

Quasi ti invidio, giovane ed immaginario cinefilo brufoloso. Per tutti gli altri, la botta in testa la diamo gratuita, siamo a vostra disposizione.

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