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Good Time (2017)

Sì? Pronto Polizia? I Safdie Brothers spacciano cinema di qualità.

Ci stava lavorando già da tempo, ma questo è il film che, almeno per me, ha tolto definitivamente i brillantini vampireschi da Robert Pattinson e mi ha fatto trovare esattamente quello che cercavo: un po’ di Good Time.

Per tutti i membri delle forze dell’ordine che stanno leggendo: non incoraggio l’uso di sostanze stupefacenti che non siano l’amore o la potenza dirompente del cinema. Un preambolo importante, che andava fatto. Detto questo, se siete in cerca di una botta pazzesca non andate oltre, i Safdie Brothers fanno proprio al caso vostro. Good Time parte da un presupposto abbastanza riciclato: una rapina finita male e il tentativo di rimediare. Connie (un Robert Pattinson criminale narcisista di periferia) coinvolge Nick, il fratello con non precisata disabilità mentale (interpretato da Benny Safdie, uno dei due registi), in una rapina in banca. Le cose prevedibilmente non filano lisce e Connie si ritrova a dover salvare il fratello. Dove sta allora la peculiarità? Nella forma.

Good Time è un Collateral sotto acidi che si svolge alla velocità della luce davanti ai vostri occhi, tra luci al neon, montaggio spietato e una colonna sonora da urlo che arriva più o meno dallo stesso mondo di Blade Runner. Il ritmo è indiavolato, ma la New York dei Safdie Brothers è molto simile alla Los Angeles di Mann e i protagonisti sono personaggi che in un modo o nell’altro sono stati rifiutati dal proprio ambiente.

Connie, dopo una storia familiare travagliata, crede che il suo scopo sia quello di prendersi cura del fratello e di fargli vivere una vita “normale”, ma la sua normalità è il crimine. E qui la componente narcisista: Connie è convinto di essere sempre nel giusto e di essere un passo avanti a tutti. E se invece fosse questa la vera disabilità? Ciò che spinge Connie però è il sogno di andare a vivere in un bosco della Virginia insieme al fratello. Un tentativo di evadere dalla prigione, reale o metaforica che sia, che gli ha condizionato tutta la vita. E se invece Connie fosse un eroe? A voi la sentenza, ma fate attenzione: un battito di ciglia e ve lo perderete.

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Kult Russell

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