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The Witch (2015)

The Witch

Caproni neri che ballano, mi vien da ridere, poi parlano inneggiando al sangue e oh-mio-dio stringimi forte mammina, me la sto facendo sotto.

Questa su The Witch NON è una recensione imparziale.
Questa è una recensione dedicata a tutti quelli che nel 2019 bofonchiano cose come “Eh, il genere Horror è morto negli anni ’80, ma cosa vuoi che si inventino ora”.
E proprio in quel momento, quando lo spettatore purista smette di ciarlare, mi immagino Robert Eggers scendere dai cieli, come Gesù Cristo in tonaca nera, e bastonarlo furiosamente con un blu-ray di The Witch.

Scusatemi, mi sono lasciato trasportare, torniamo sui binari.

The Witch è una “folk-story” ambientata nel tardo ‘600 dove il predicatore William e la sua famiglia vengono cacciati da una comunità puritana per colpa del loro estremismo nell’interpretazione della parola di Dio. La scomparsa del figlio più piccolo, un neonato, scatenerà una serie di eventi che pianteranno il seme dell’odio nella famiglia, tutti ignari di essere dei burattini nelle mani di una potente strega nascosta nei boschi.
E qui sorge la domanda: “Ma come si può reputare un Cult qualcosa che sembra essere visto e rivisto?”.
Semplice: ci dobbiamo concentrare sul come e non sul cosa.

The Witch: ode a Black Phillip

Prima di tutto, The Witch è un esercizio di stile impeccabile: regia, fotografia e scenografia sono di un livello eccelso, portando quindi lo spettatore ad immergersi totalmente nella tragedia della famiglia del predicatore.
Non è da meno il simbolismo celato dietro, da quello cristiano più evidente fino alla perdita dell’innocenza, la sessualità, la stregoneria e l’emancipazione femminile.
L’ambientazione, le suggestioni, la discesa nella follia e nella violenza causati dall’atroce strega vi terranno incollati allo schermo, dove niente è lasciato al caso ma soprattutto persino UN MALEDETTO CAPRONE NERO vi darà un senso di disagio non indifferente.
Avete capito bene, una capra nera, con tanto di nome dato dai figli del predicatore, Black Phillip.
Che scalcia, gioca con i bambini, farà strani suoni facendovi scappare qualche risata, ed infine parlerà, lasciandovi senza parole e scossi, rendendosi assoluto protagonista di The Witch e fautore di tutti gli eventi.
Se siete svegli, avete già capito chi rappresenta ma soprattutto che film vi aspetta.

E che The Witch ha consacrato Robert Eggers come uno dei migliori registi Horror contemporanei.
Ehi, vi avevo avvertito che questa NON era una recensione imparziale, no?

Durata:

  • 1h 33min.

Regia:

Sceneggiatura:

Colonna sonora:

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