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Indovina chi viene a cena (1967)

Indovina chi viene a cena

Appunti per scherzi a Salvini.

Quando è uscito, Indovina chi viene a cena era piuttosto all’avanguardia. Il tema è quello della miscegenation, il pericoloso mescersi delle razze. Un problema avvertito da tutti, negli Stati Uniti: “Va bene i diritti civili, ma qui stiamo esagerando” dice la tata Tilly. E Tilly è nera!

Bianchi e neri, e soprattutto bianche e neri, non devono accoppiarsi, è Peccato. E non importa se la bianca è figlia di un vecchio liberal, e il negro ha il volto adonico di Sidney Poitier, tre lauree e va in “Asia e in altri postacci dell’Africa” a salvare bambini. Ma sapete a che andate incontro? E cosa penserà la gente? Sarà un inferno! Embè, rispondono loro, noi ci amiamo, che altro importa? Persino il prete amico di famiglia capisce che, anche s’è Peccato, non c’è nulla di male.

Indovina chi viene a cena: puro buonismo indotto

Certo non avrebbe senso invitare Salvini a vedere il film; anzi, nella versione italiana si sentono frasi che non suonerebbero strane in bocca a un Borghezio, come: “La mia casa è piena di negri”; “Non mi importa se è negro”; “Però è vero che hanno il ritmo nel sangue”; “Negro è chi negro fa”.

Doppiaggio d’antan a parte, dove Indovina chi viene a cena è rimasto davvero indietro è la condizione della donna. Perché se le lotte per la parità fra razze erano, negli anni ’60, per la prima volta quotidianamente sul piatto delle news, l’ingiustizia di una donna sottomessa era ancora ampiamente taciuta.

E così anche in un film contro il razzismo si possono sentire frasi del genere: “Accanto a te io sentivo di essere utile”, o “Lui è importante, e quindi lo sarò anch’io”. Persino Katharine “ovaie d’acciaio” Hepburn  qui è una cagnolina; alza la cresta in un solo momento, e mai contro un uomo.

E alla fine del film, chi ne esce come vincitore? Ma il vecchio liberal, naturalmente, nonostante si sia comportato da razzista e abbia fatto passare una giornata di merda a tutti! Ma per forza vinci, se ti chiami Spencer Tracy.

Insomma, cercate di vederlo con spirito documentaristico, come testimonianza di quanto sia difficile essere davvero “aperti”. Nonostante un trio di attori magistrali e la sceneggiatura frizzante, Indovina chi viene a cena aveva bisogno di un deciso update. E un remake non ufficiale, 50 anni dopo, è arrivato!

Durata:

  • 1h 48min.

Sceneggiatura:

Colonna sonora:

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Informazioni sull'Autore

Charlize Terùn

Emersa come dea ermafrodita dall'oro liquido sospirando "J'Adore", ha deciso che le piacque e piace tutto, compresa e in primo luogo la propria ambiguità. Quando la società imperialista le impedisce di vedere almeno 7 film a settimana diventa FURIOSA.

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