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Event Horizon – Punto di non ritorno (1997)

event horizon

Dalla montagna di sterco, sboccia un bellissimo Cult.

Avete presente chi sia Paul W.S. Anderson?
No, non è quello che ha diretto Il Filo Nascosto, Il Petroliere ed altre gemme del cinema contemporaneo.
E no, non è nemmeno quello che fa tutti i film simmetrici  per gli hipster e per chi si fa grosso dicendo di capirne di cinema (scusate, magari ho esagerato).
Paul W.S. Anderson è il regista della saga di Resident Evil.
Che già mi dite, i film sui videogiochi sono monnezza tre volte su quattro, figuratevi con la sequela di film più inutile di sempre, tanto da essere un Guilty Pleasure di molti (ME COMPRESO, LO AMMETTO, OK?!?).

Dall’incapacità e pigrizia di quest’uomo che ha lo stesso nome del miglior regista contemporaneo vivente (no, non quello delle simmetrie, sì, lo so sto esagerando ancora) è nato però Event Horizon.

Event Horizon è SORPRENDENTEMENTE MIO CARO PAUL, un film fatto bene. Ma per davvero, eh.
Vabbè che cannarlo era difficile, insomma: se la trama è un mix mortale tra Hellraiser e 2001 Odissea Nello Spazio, non puoi non fare centro.
Se poi gli aggiungi una bella regia, effetti speciali che per il ’97 scansatevi proprio, ma soprattutto ti diverti proprio a dirigerlo e ci metti tanta cura e passione, il mix è quello giusto.
OH, DAJE PAUL.

E allora via, sparati nello spazio nel 2047 (che oggi manco sembra tanto lontano) sulla Event Horizon, con un equipaggio di personaggi abbastanza scritti bene (wow!) tra cui spiccano un Sam Neill scienziato pazzo e un Laurence Fishburne magnetico (doppio wow!) in una sequela di eventi verso una dimensione lontana dove il male non è tangibile ma annichilisce le menti dell’equipaggio in un trip di violenza, orrore e visioni mistiche (triplo wow!).

MA ALLORA GRANDE PAUL, SUCCESSO ASSICURATO!
Manco per il cazzo.
Event Horizon è stato un flop atroce: 60 milioni di budget, 26 incassati.

Però a dirla tutta, Event Horizon ci ha donato tre cose fondamentali, ovvero:

1) La speranza che anche se sei un incapace totale, qualcosa di buono nella tua vita riesci a farla.
2) Un fallimento, a lungo andare e con l’amore del pubblico, può diventare un bellissimo Cult.
3) Quella gran figata del videogioco Dead Space.

E ALLORA GRAZIE PAUL, MA CHE TE FREGA, TI SEI SPOSATO LA JOVOVICH E TI FAI LA BELLA VITA CON LE PORCHERIE CHE GIRI, CI VA BENE COSI’, TI SI AMA, CIAO!

Durata:

  • 1h 32min.

Sceneggiatura:

Colonna sonora:

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