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District 9 (2009)

District 9

L’immigrazione che non ti aspetti.

Prima di cominciare con District 9 devo farvi un breve test.

  • Hai mai desiderato di staccare le braccia ad una persona? Sì/No
  • Riconosci la proprietà privata? Sì/No
  • Ti piace mangiare gli pneumatici? Sì/No
  • Hai mai assaggiato del cibo per gatti? Sì/No (so che l’avete fatto, bugiardi, e vi è anche piaciuto)
  • Ti piace rovistare tra i rifiuti, magari per trovare qualcosa di utile? Sì/No

Se avete risposto sì ad almeno tre domande, complimenti! Sareste stati degli splendidi gamberoni del District 9. In caso contrario siete degli umani e a noi gli stramaledetti umani non piacciono proprio. Vi starete chiedendo chi sono i gamberoni e se sono completamente pazzo. Proverò a rispondere a entrambi i quesiti con il mio commento al film.

Partiamo dal presupposto che tutti odiano i gamberoni. Ma perché, dico io. Sono così simpatici. Certo, ogni tanto esagerano e non saranno bellissimi, sono un po’ irascibili, ma poveracci non conoscono i costumi del luogo. Non me la sento di fargliene una colpa. Provate a mettervi nei loro panni: è il 1982, vi si rompe l’astronave e siete costretti a parcheggiare sopra Johannesburg. Così vi sbattono in un campo profughi che ben presto si trasforma in un ghetto alieno (il District 9), ci rimanete per vent’anni dopodiché vi vogliono cacciare via per mettervi in un nuovo campo perché gli umani non vi vogliono più tra i piedi. Se ne devono andare, non li vogliamo, ci costano troppo (ci manca solo aiutiamoli a casa loro) è quanto pensano di voi senza che vi abbiano mai chiesto cosa volevate, a parte il cibo per gatti.

E chi chiamano per spostarvi nel nuovo campo? Beh, un vero duro penserete voi: e invece no. Ci pensa quel coglionazzo del marito della figlia del capo. Un umano non particolarmente sveglio, pavido, sprezzante nei confronti dei gamberoni (come tutti d’altronde), al quale però capita la cosa sbagliata e dovrà mettersi anche lui nei panni dei gamberoni, ma non vi dirò di più.

Perché vi ho chiesto di immedesimarvi nei gamberoni? Perché è quello che vi succederà vedendo District 9. Una lenta metamorfosi alla Kafka. Comincerete a tifare per i gamberoni, a pensare come gamberoni (se avrete voglia di fare sesso con i gamberoni sarete andati decisamente oltre, ma in fondo chi sono io per giudicarvi), insomma diventerete semplicemente gamberoni.

Primo lungometraggio di Neill Blomkamp, e direi anche il migliore, District 9 stimola la riflessione su temi come l’emarginazione, la questione dell’immigrazione e la comprensione di ciò che non conosciamo, in maniera semplicemente geniale, riuscendo appieno a coinvolgerci emotivamente, non con il solito mattone strappalacrime ma attraverso un film d’azione a tratti anche commovente in uno scenario decisamente paradossale.

Forza gamberoni, morte agli umani!

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