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Arancia Meccanica (1971)

Arancia Meccanica

Nel futuro la delinquenza giovanile dilaga e usa il mascara in maniera impropria: sarà necessario prendere seri provvedimenti…

Da una recensione indignata di Arancia Meccanica

Cosa c’è di più triste di un cattivo pornografo? Dopo Odissea nello Spazio e Il Dottor Stranamore, Kubrick, si vede, non ha più molte idee: vuole choccarmi e, francamente, ci è riuscito! Il grande cineasta torna alla satira, ma Arancia Meccanica non ha nulla della finezza intellettuale di Stranamore. E riecco la musica classica, ma senza il potente supporto visivo di 2001.

Il punto di vista è dell’orrido ragazzaccio Alex, privo di coscienza e pietà; lo segui bazzicare, con i suoi compari, un sobborgo londinese strano, distorto, eppure familiare; oppure un pub in cui statue di donne nude servono latte corretto con droghe sintetiche; Alex si esprime in uno slang arcaico e per lui Beethoven è l’amico Ludovico Van. Il messaggio è chiaro: l’assenza di scrupoli è dannatamente cool.

E infatti Alex è l’unico personaggio di Arancia Meccanica a risultare vagamente gradevole. Ma questo risultato è conseguito con tecniche prettamente cinematografiche, subdole, che mirano a rendere il protagonista la persona reale in mezzo a personaggi caricaturali, nell’intimo violenti come lui ma con l’aggravante d’essere socialmente inquadrati. Un esempio è il close-up con lenti grandangolari che deformano i volti (mai quello di Alex, figuriamoci!).

Arancia Meccanica e i rischi per le giovani menti

Io ho un’età e certe cose le so. Non sono influenzabile. Ma Arancia Meccanica è tutto voice-over, provocatori sguardi in camera e tanta beata violenza. Che dico: Ultra-Violenza! Ché quella che abbiamo non basta già!? Solo nei primi tredici minuti ho assistito a: pestaggio di un senzatetto, tentato stupro, lotta fra gang, altro pestaggio, stupro. Non c’è ferocia e non c’è sensualità; sono atti frigidi, pedantemente calcolati. Mi sono indignata, volevo solo andarmene.

Quale insegnamento può trarre mio figlio da un film come questo? Che razza di modelli diamo ai nostri ragazzi? Affascinati dall’estrosa interpretazione di McDowell, esaltati dalla vitalità del delinquente contrapposta all’apatia e alla meschinità degli adulti che lo circondano, finiranno per giustificare le sue azioni. Tremo al solo pensiero.

E non dimentichiamoci del rischio emulazione! Se diventano tutti dei piccoli Alex, saremo costretti ad applicare la cura del film

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Informazioni sull'Autore

Charlize Terùn

Emersa come dea ermafrodita dall'oro liquido sospirando "J'Adore", ha deciso che le piacque e piace tutto, compresa e in primo luogo la propria ambiguità. Quando la società imperialista le impedisce di vedere almeno 7 film a settimana diventa FURIOSA.

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