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Mad Max: Fury Road (2015)

Mad Max Fury Road

Il mio nome é Max, il mio mondo è fuoco e sangue.

Quante volte abbiamo detto mi taglierei un braccio pur di andare a cena fuori con Charlize Theron! Che romanticoni. Ecco, in Mad Max: Fury Road è lei a non avere un braccio, ma non per questo è meno affascinante, anzi. È probabile che rifiuterà le nostre proposte amorose perché ha di meglio da fare visto che guida una blindocisterna per conto della Immortan Joe water and milk delivery company (quando vedrete il film capirete) e non ha tempo per le nostre romanticherie. Datemi retta, è una vera dura e non credo voglia stare sul divano con delle mammolette come noi a vedersi un film d’amore magari trovato su CheCult!. Perché il mondo della nostra Imperatrice Furiosa (questo è il suo nome) è un futuro distopico post nucleare dove non c’è spazio per le questioni di cuore. Su un’app d’incontri avrebbe scritto no coccole. Come il nostro Max (Tom Hardy).

Anche lui disincantato, decisamente pazzo, tormentato da fantasmi del passato, dopo un breve impiego come sacca di sangue, torna al suo lavoro originale di sopravvissuto solitario, trovandosi però invischiato nelle faccende di Furiosa. E così, in un deserto post apocalittico che ci ricorda molto Ken il guerriero, fatto di folli kamikaze, sangue, proiettili, chitarre fiammeggianti, ma soprattutto motori, quei due squilibrati di Furiosa e Max (ma in fondo in fondo sono dei gran teneroni) e compagnia, cominciano il loro frenetico viaggio, braccati senza tregua da un’orda di inseguitori matti come cavalli.

Sembrerebbe un film d’azione da grosse pacche sulle spalle per veri maschioni e invece è ricchissimo di grandi figure femminili. Madri, eroine, donne lungimiranti, chi più ne ha più ne metta, le uniche in grado di mettere ordine in un mondo disgregato.

Quarto capitolo della saga di Mad Max, ma non è un sequel dei precedenti film quindi non fatevi problemi se non li avete vistiMad Max: Fury Road è un film adrenalinico, ansiogeno, stordente, frenetico, e potrei andare avanti così per ore a descrivere questa perla del maestro George Miller che non vi lascerà di certo indifferenti. Non vi piacciono le macchine? Neanche a me, ma nonostante ciò rimarrete incollati allo schermo, drogandovi visivamente, senza stancarvi mai di questo cult d’azione.

Pillola finale: per tutti voi che avete avuto il suo calendario o ricordate Vacanze di Natale 2000. Sì, lei è Megan Gale.

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