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I film in cui il protagonista muore presto

il protagonista muore presto

Scorrete piano, cari spoiler-fobici. Noi i cartelli li abbiamo messi.

Non so dove o da chi ho sentito che “la vita è un film in cui il protagonista muore“. E quindi non solo per scioccare, ma per imitazione della realtà capita che il personaggio principale di un film faccia una brutta fine proprio quando meno te l’aspetti. Certo che è un po’ scocciante. Tu sei nel bel mezzo di una storia avvincente e d’un tratto BUM! il filmmaker fa fuori il tizio per il quale avevi appena cominciato a tifare sul serio. Didn’t see that coming, mothafucka. Ma d’altronde è agli assassinii inattesi che Il Trono di Spade deve…dai, diciamo l’80% del suo successo.

Perché il protagonista muore presto?

Un pregio di queste pellicole – che per inciso diventano a buon diritto degli InstaCult! – è quello di avversare il canone. E su, smettiamola con il solito eroe che affronta mille peripezie, salva la principessa e vissero tutti felici e contenti! Lo si faccia fuori piuttosto, e si lasci principessa ed elfi emanciparsi! Ma, come vedrai, sono tanti i moventi di questi efferati omicidi.

Può darsi, ad esempio, che la morte di un personaggio principale sia una molla narrativa, o che scateni persino una certa ilarità. Oppure, come per il primo film della lista, l’obiettivo è quello di cambiare la storia del cinema!

Prima di proseguire, un avvertimento: dal prossimo paragrafo in questo articolo ci saranno più spoiler che tweet di Salvini in una normale giornata lavorativa. Non so a cosa possa servire una lista del genere, certo è che ci vuole molto Cult! per superarla indenne. Ma anche se ti rovinerai qualche sorpresa, potresti sempre utilizzare uno di questi film per traumatizzare i tuoi amici o – perché no – il tuo/la tua bella/o. Niente, in fondo, arrapa come la morte di Chris Hemsworth.

SPOILER AHEAD – Vi abbiamo avvertiti, da qui in poi siete soli!

La morte della protagonista di Psyco

Negli Anni ’50 la gente non prendeva il cinema molto seriamente. Era un passatempo: entravi in ritardo e uscivi quando volevi, l’immagine sullo schermo era sfocata da nubi di sigarette, parlavi e spoileravi senza ritegno.

Prima di Psyco questa era la prassi, e fu lo stesso Hitchcock a imporre il divieto d’ingresso a spettacolo iniziato. Questo perché quella che credi essere del film la protagonista muore alla prima doccia. Se cominci a vedere Psyco da quel punto lì, l’omicidio perde totalmente importanza. E Norman Bates – il vero personaggio principale – diventa un pazzo qualsiasi.

Ma che c’entra Alien? Weaver mica muore!

No, Sigourney Weaver non muore in Alien (almeno non nel primo, tante grazie David Fincher!). Ma chi poteva immaginare, nel ’79, che la protagonista del film era proprio lei, sconosciuta esordiente? Molti spettatori, per dire, furono letteralmente sconvolti dalla morte di John Hurt, ai tempi senza dubbio la star più grossa all’interno del cast.

E invece è il primo a essere fatto fuori dalla creatura. Non solo: la sua morte sul set – il serpentino alieno che gli sbuca fuori dal petto schizzando sangue dappertutto – traumatizzò anche gli altri attori. Ridley Scott aveva loro descritto solo vagamente la scena, e quello che potete vedere sui loro volti è genuino terrore. Simpaticone!

Giovani vite interrotte: Chris e i due Ryan

Simile è l’impatto delle morti di Chris Hemsworth e Ryan Reynolds, rispettivamente in Quella Casa nel Bosco (2012) e Life (2017). Nel 2012 Hemsworth era già una star internazionale, avendo già raccolto il martello di Thor l’anno prima. Non viene fatto fuori nemmeno troppo presto, e anzi cominci a credere che sia lui il last man standing. Reynolds invece era reduce del successone di Deadpool (2016).

E poi c’è The Place Beyond The Pines (2012). In italiano è “Come un tuono”, ma si poteva anche intitolare “Come un serpente” per il modo in cui cambia protagonisti e pelle, o ancora “Quello in cui muore Ryan Gosling”. È praticamente una versione extended di Drive, che infatti è dell’anno precedente, anno che Gosling ha passato a perfezionare quella faccia di culo che non sai se è ottusa o ostinata o più probabilmente entrambe, e che l’ha reso famoso.

Esperienze extracorporee

Bill & Ted sono due teenager medi di fine ’80: amano il metal, lo skate e le donne. Nella loro Excellent Adventure (1989) scoprono che anche viaggiare nel tempo è una figata. Per il sequel, Bill and Ted’s Bogus Journey (Un mitico viaggio) si pensò bene di mischiare le loro avventure e battute idiote a Ingmar Bergman, e così all’inizio del film precipitano da una rupe e diventano tredue allegri ragazzi morti. Il titolo originale era “Bill and Ted go to Hell”, vanno all’inferno, ma i produttori si accorsero che non avrebbero potuto mandare i trailer in TV prima delle 21.

Nel caso qui sopra il processo è reversibile, mentre in Enter the void (2009) il protagonista muore presto e morto rimane fino alla fine del film. Oscar è un ragazzo americano che vive in Giappone alla bell’e meglio: spaccia, si prende cura della sorella, discute di reincarnazione, si tromba la mamma di un amico. Malauguratamente acconsente di vendere una dose all’amico in questione, che per dispetto chiama dei poliziotti dal grilletto facile. A quel punto Oscar si libra sopra Tokyo in forma di spirito, passando il resto del film a contemplare le conseguenze della propria morte. Nel finale, avrà un’esperienza davvero notevole penetrando nel corpo della sorella mentre quest’ultima fa sesso, poi migra nel corpo di quello con cui la sorella sta facendo sesso, infine segue il liquido seminale nell’utero e si reincarna. Sì, è Noé ed è perverso.

Chi muore si ripete

Nel cult Ricomincio da capo (Groundhog Day, 1993, Harold Ramis), un avvenente (?) Bill Murray si trova a rivivere di continuo lo stesso giorno nella cittadina di Punxsutawney. Per sfuggire al loop temporale, il poveraccio tenta ogni tipo di suicidio: invano. Ogni mattina si risveglia che è ancora il 2 Febbraio.

È una delle commedie migliori mai realizzate e probabilmente la conoscete, ma forse non siete familiari con i suoi due gameti. Edge of Tomorrow – Senza Domani e Auguri per la tua morte (Happy Death Day) sono varianti sul tema, solo la prima in chiave di fantascienza, la seconda in chiave horror. Edge of Tomorrow ha dato così a milioni di spettatori la possibilità di vedere Tom Cruise morire a ripetizione, mentre l’altro è un film dell’orrore della Blumhouse Productions (Split, Get Out)che, diciamocelo, spacca.

Avete altri film in cui il protagonista muore presto da suggerirci? Condivideteli nei commenti, li inseriremo qui!

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Informazioni sull'Autore

Charlize Terùn

Emersa come dea ermafrodita dall'oro liquido sospirando "J'Adore", ha deciso che le piacque e piace tutto, compresa e in primo luogo la propria ambiguità. Quando la società imperialista le impedisce di vedere almeno 7 film a settimana diventa FURIOSA.

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