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Mad Men (2007-2015)

Mad Men

Ballantines a fiumi, arrivismo senza scrupoli e batticuore incontrollato ogni volta che Joan Halloway appare sullo schermo.
Benvenuti alla Sterling & Cooper.

Paradossalmente, l’ultima persona con cui ho parlato di Mad Men era un docente. Troncandomi l’esempio che stavo portando con la celebre serie di Matthew Weiner, sbotta: “Mah, Mad Men… parla di tutto e niente, tanto fumo per nulla “.
Io, per non mandare a monte una carriera accademica e non dargli dell’effimero eretico, mi morsi la lingua e me ne andai a casa con la coda tra le gambe (ma il libretto firmato).
Di notte, rigirandomi nel letto, ci pensai su, e santo iddio questa non è una storia dove io mi ricredo sulle parole di quel barbuto figlio di puttana in giacca di flanella.

Mad Men è una piccola storia che parla di tante cose, in una cornice storica che di fumoso ha veramente poco.
Prima di tutto, Mad Men parla di persone infelici che (non) sanno bere.

Il nostro protagonista. (si ringrazia Dossena a cui ho fregato il Meme)

Donald Draper (ruolo che ha consacrato Jon Hamm), è bello, è ricco, è il numero uno tra i pubblicitari, ha una moglie ed una famiglia perfetta, non gli manca proprio nulla. Però è comunque un disastro d’uomo.
Ha problemi di infanzia irrisolta, è un alcolista incallito, passa da una donna all’altra alla ricerca di qualcosa che non troverà mai, è come quell’amico che fa gli stessi identici errori in maniera ciclica e tu lo perdoni sempre perché gli vuoi un bene dell’anima, come si vuol bene ad uno stronzo irresistibile.

Tutti le persone che vorticano attorno a lui, tra famiglia, amanti e colleghi di lavoro, ci mostrano il meglio ma soprattutto il peggio che l’umanità può offrirci: chi sacrifica la famiglia per il lavoro, chi il contrario, chi cerca di affermarsi in una società maschilista e becera, chi cerca di sfuggire da una vita noiosa da casalinga disperata.
Sono tutti personaggi rotti, in conflitto con loro stessi, tristi, umani.
Quindi interessanti.
Se poi Weiner li scrive come Dio comanda, di certo male non fa.

Mad Men - Sterling & Cooper

La Sterling & Cooper che finge di essere sobria ed affiatata.

Il primo punto non è abbastanza carne sul fuoco? Direi di includere anche il contorno: l’ambientazione storica in cui si muovono i nostri protagonisti.
Mad Men è ambientato a cavallo degli anni ’60, un periodo di profondo cambiamento per l’America, con la campagna presidenziale che contrappose Nixon a Kennedy, la morte di quest’ultimo, la crisi missilistica a Cuba fino alla conquista dei diritti civili degli afroamericani.
Il gioco d’equilibrio tra i problemi personali dei nostri protagonisti ed i mutamenti sociali in atto negli Stati Uniti è ben delineato, dando la giusta profondità ad una serie tv premiatissima che si è aggiudicata il titolo di Cult con onore.

Caro docente, che gran grigliata che si è perso.
Vedete di non fare lo stesso errore.

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