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The Road (2009)

The Road

La strada post apocalittica della mente depressa.

“On the road again 
I just can’t wait to get on the road again 
The life I love is makin’ music with my friends 
And I can’t wait to get on the road again”

Ehm, scusate ma ogni volta che sento nominare la parola road mi scatta il Willie Nelson prepotente in testa. Il film diretto da John Hillcoat ha però tutt’altri toni e quindi mi faccio serio per un momento. Ma solo dopo la sigla!

Forse lo sapete o forse no, ma un numero molto elevato di film di Hollywood e dintorni è tratto da romanzi spesso minori o poco conosciuti, quantomeno in Italia. Ad esempio Madame Doubtfire, da cui fu tratto Mrs. Doubtfire, fu un successo in Inghilterra quando uscì nel 1987.

Quando però ti ritrovi ad adattare un romanzo di Cormac McCarthy, che solo due anni prima ha vinto il premio Pulitzer, sei un po’ nella merda e un po’ fortunato. Perché se da un lato parti da un materiale di base buonissimo, dall’altro devi rendergli onore. E quindi John Hillcoat e il suo sceneggiatore che strada hanno scelto? Quella della fedeltà: e hanno fatto benone.

La strada da sempre rappresenta una metafora della ricerca. Di sé, della speranza, di un senso. A leggere la trama di The Road questi elementi sembrano tutti presenti. Un padre ed un figlio, personaggi senza nome in un imprecisato futuro post-apocalittico, si mettono in viaggio alla ricerca di un ambiente più ospitale che non abbia risentito degli effetti della catastrofe che ha colpito la Terra. Va be’, un film distopico come tanti altri, direte. Nì, perché The Road possiede una più che plausibile interpretazione metaforica che gli dona una forza che altri film non hanno. Interpretazione che deriva dall’ambientazione.

The Road è un film ambientato nella depressione. Il mondo grigio – fatto di paesaggi desolati, alberi secchi o caduti, animali spariti, mari che non sono più blu – altro non è che la rappresentazione più vivida di una mente depressa. I due protagonisti invece sono due modi di guardare al mondo: da un lato la voglia di reagire, dall’altro la tentazione di mollare tutto, mostrata chiaramente fin dalle prime battute del film dalla pistola con cui l’uomo è pronto a porre fine alle sue sofferenze e a quelle del figlio.

Prendetelo quindi con le pinze, non è il classico film di fantascienza distopico come tanti altri, in cui vi aspettate tanta azione. The Road è un viaggio sulle strade della vostra mente e che costantemente vi farà domandare: cosa avrei fatto io?

P.S. Se pensate che non abbia scritto questa recensione immaginando On The Road Again in sottofondo mentre uno smilzo e disperato Viggo Mortensen accompagna sulla strada il piccolo Kodi Smit-McPhee, vi sbagliate. Sono una brutta persona.

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Kult Russell

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