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Non è un paese per vecchi (2007)

Non è un paese per vecchi

No, non si tratta di un caper movie in cui un gruppo di anziani rapina l’INPS.

Non è un paese per vecchi è un film a scatola chiusa, con un titolo che più gagliardo di così penso non esista.

È uno di quei lungometraggi che non hai ancora fatto partire il DVD e già pensi: “Ma che roba è? Un western moderno? Una roba action tipo Die Hard? Ma quindi i protagonisti rapinano a mano armata l’Inps? ”. Con i fratelli Coen non sai mai davvero cosa aspettarti, dato che mischiano abilmente il tragico con il comico ed il grottesco.

Gli ingredienti sono pochi, ma la sinossi sul retro del DVD è chiara e liscia come un whiskey texano: un regolamento di conti andato male, Josh Brolin ci s’imbatte per caso ed approfitta della situazione per rubare una valigia piena di soldi, e tutti via a dare la caccia al povero diavolo, sia le forze dell’ordine che gente della malavita senza scrupoli.

Parte Non è un paese per vecchi e immagini che tutto sarà maledettamente in ordine sopra il tappeto registico dei Coen (cit.), ma d’un tratto t’accorgi, con ansia, che da quando è iniziato non c’è stata nemmeno una musica ad accompagnare la sanguinosa vicenda. Qualcosa, sotto, comincia a puzzare.

Poi arriva sullo schermo questo Anton, interpretato da Javier Bardem, il cattivone di turno, brutto come la fame e con un taglio di capelli che al Willy Wonka di Tim Burton sarebbe venuto un coccolone per l’invidia.

E qui, ci si sfrega le mani: forza Coen, fatemi fare due grasse risate.

Ma la puzza sotto il tappeto è già rancida.

Passati appena due minuti di film Anton scappa di prigione, dopo aver ucciso il secondino in maniera alquanto pacata.

 

Dopo aver rubato una volante della polizia, ferma un civile, lo fa scendere dalla macchina con decisa cortesia, gli punta sulla fronte una pistola a pressione e con lo stantuffo gli fa saltare il cervello.

Con una stramaledettissima pistola a pressione.

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Non c’è proprio un cazzo da ridere.

La puzza sotto il tappeto è ormai insostenibile.

Seguono un’ora e cinquantasette minuti di caccia all’uomo condita con una totale sfiducia verso il genere umano e nessuna speranza di salvezza o giustizia.

Che Cult a sorpresa, amici.

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