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Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno (1973)

Mean Streets è il succo del cinema di Scorsese, da bere quando non saprete più se siete frutto della vostra volontà o dell’ambiente che vi circonda.

Mean Streets è il film più importante della splendida carriera di Martin Scorsese. Forse non il più bello in assoluto o il più curato a livello tecnico per via del budget ridotto, ma di sicuro quello con più anima.

Ora che ho fatto le mie belle affermazioni altisonanti, mi tocca spiegarvele. Mean Streets racconta la storia di Charlie Cappa (un Harvey Keitel in grande spolvero) e delle sue ambizioni nella Little Italy di fine anni ’60 – inizio ’70. Fin dall’apertura del film tutto si svolge in contrasto: Charlie è infatti combattuto tra la dottrina cristiana, che gli è stata impartita, e la propria dottrina: “I peccati non si scontano in chiesa. Si scontano per le strade, si scontano a casa. Il resto è una balla e lo sanno tutti.

Un film personale

mean streets (1973)

Negli anni Mean Streets è stato definito come uno spaccato di vita di Little Italy, curato con sguardo antropologico da Martin Scorsese. In realtà è molto di più. È un film che racconta le difficoltà e i contrasti tra le ambizioni di un uomo, l’ambiente in cui vive e quello che le persone si aspettano da lui. È un film in parte autobiografico, lo sottolinea il cognome del protagonista che è lo stesso della madre di Scorsese, la quale compare anche in una scena. Lo stesso Scorsese recita un ruolo breve, ma fondamentale. Più che autobiografico, Mean Streets è un film personale.

Sebbene il regista abbia già due lungometraggi alle spalle, questo sembra davvero essere il suo primo vero film, il più “urgente”, quello che costituisce la pietra angolare su cui poggiare la sua idea di cinema. E non solo la sua, perché vi sfido a non riscontrare somiglianze in alcuni film di Danny Boyle: lo splendido Johnny Boy di Robert De Niro potrebbe fare la sua porca figura in Trainspotting. È proprio con Johnny Boy che abbiamo per la prima volta il tratto che contraddistingue più di tutti la filmografia di Scorsese: la carrellata in slow motion con i Rolling Stones in sottofondo.

P.S. Se volete un suggerimento per la vera scena cult del film, fate attenzione al momento in cui un uomo entra nel locale di Tony e cerca di uccidere in bagno un ubriaco. Il primo è interpretato da Robert Carradine, il secondo da David Carradine. In sostanza il padre di Lizzie McGuire tenta di assassinare Bill, ben 30 anni prima che ci riesca Beatrix Kiddo. Martin, ti amo.

 

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Kult Russell

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